
Una battaglia di equità per gli Psicologi
Il contributo integrativo nasce come maggiorazione del compenso professionale, da porre a carico della committenza e da versare all’Ente previdenziale.
In termini semplici: non dovrebbe ridurre il compenso dello psicologo.
Eppure, nella pratica quotidiana, troppo spesso accade il contrario.
In molti incarichi con enti pubblici, cooperative, appalti, piattaforme e grandi organizzazioni, il compenso viene indicato come importo “onnicomprensivo”, con il risultato che il contributo integrativo finisce per essere assorbito dentro la tariffa già prevista.
Tradotto concretamente:
- il professionista lavora allo stesso compenso di prima;
- il contributo viene trattenuto all’interno della cifra pattuita;
- il costo reale ricade sul collega e non sulla committenza.
Questo meccanismo penalizza la categoria, comprime il reddito professionale e svuota di significato la funzione stessa del contributo integrativo.
Perché il tema è ancora più urgente oggi
Se il contributo integrativo dovesse aumentare dal 2% al 4%, il problema diventerebbe ancora più rilevante.
Se la maggiorazione non viene realmente riconosciuta in aggiunta al compenso, molti psicologi rischierebbero di subire un’ulteriore riduzione del proprio margine economico.
La posizione di PLP
PLP ritiene che questa sia una priorità sindacale concreta e immediata.
Non basta discutere di aliquote contributive: occorre garantire che le regole vengano applicate correttamente.
Cosa chiediamo
1. Nei bandi pubblici
Che sia chiaramente indicato:
Compenso professionale + contributo integrativo ENPAP
e non importi omnicomprensivi.
2. Nei rapporti con cooperative e grandi committenze
Maggiore trasparenza contrattuale e separazione tra compenso e oneri integrativi.
3. Nei rapporti istituzionali
Un’azione coordinata tra ENPAP, CNOP e rappresentanze sindacali per far rispettare il principio corretto.
4. Per i colleghi
Linee guida semplici e strumenti pratici per non assorbire l’integrativo nei compensi.
Il principio è semplice
Il contributo integrativo non deve essere uno sconto imposto al professionista.
Deve restare ciò che è: una maggiorazione del compenso a carico della committenza.
Una battaglia giusta, concreta, possibile
Difendere l’applicazione corretta dell’integrativo significa difendere:
- il reddito degli psicologi
- la sostenibilità della professione
- il valore del nostro lavoro
- l’equità del sistema previdenziale
PLP c’è.
Perché una previdenza sostenibile si costruisce anche tutelando chi lavora oggi.


